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Emozionante! Questo è quello che viene subito in mente, ripensando all’incontro avuto il 6 Dicembre, presso la Sala Ribaud del Comune di Formia, tra gli studenti delle classi 4 AL, 4 CL, 4 DL, 4 BU, 5 AL, 5 AU, 3 BU, 3CU del Liceo “Marco Tullio Cicerone” e l’autore, Alessandro Gallo, che ha presentato il libro “Era Tuo Padre”, BUR.

La curiosità degli studenti era già tanta, perché la lettura del romanzo, a carattere autobiografico, li aveva rapiti e proiettati come in un film nella storia, fatta di violenza, di soprusi, ma anche di possibile riscatto, sì…proprio di riscatto, perché Alessandro Gallo, alias Camilla del romanzo, è la prova vivente, che è possibile scegliere, anche se sei figlio di un padre camorrista, anche se hai vissuto tutta la tua adolescenza in un quartiere napoletano violento, dove impera antistato e l’umanità sprofonda in baratro, dal quale difficilmente esci.

La sua scelta lo ha portato non solo a voltare le spalle ai suoi più viscerali affetti, ma anche a tutto quel mondo illegale, a quella mentalità omertosa, ha cambiato città, ha cambiato regione, ha cambiato vita, diventando un testimone della lotta a tutte le mafie.

L’empatia creatasi tra gli studenti, i docenti ed Alessandro Gallo, traspare tutta anche nelle parole riportate di seguito, che l’autore stesso, di ritorno in treno a Bologna, ha inviato alla prof.ssa Chiappalone e tramite lei a tutto il nostro amato Liceo” Marco Tullio Cicerone”, che in quell’aula ha scritto un’altra “bella pagina” della sua storia.

 

 "Abbiamo vissuto, oggi, un reciproco senso di gratitudine: di quelli rari che ci fanno rivivere il piacere dello stare assieme, la bellezza del donarci reciproca riconoscenza per averci fatto attraversare da sentimenti comuni, personali, senza filtro.

Oggi non ci siamo messi filtri, io come i ragazzi, come se ci conoscessimo da sempre e questo stare così semplicemente assieme ha reso questa mattina qualcosa di più che un incontro tra l’autore e i suoi lettori.

È stato oggi un primo passo verso una strada che potremmo percorrere ancora mano nella mano e se pur non ne conosciamo la meta poco importa perché siamo stati così bene da farci accarezzare dall’attesa che ora più che mai non ci rende pazienti ma ci lascia sedimentare le emozioni: presto collante emotivo per ritornare a legarci, per più tempo, per più giorni, quelli che bastano per rendere ancora più magico questo incontro."

 

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